FAQ COVID-19

  • Contributi a fondo perduto per PMI 1/3: come funzionano?

    Il tanto atteso decreto Rilancio prevede una misura altrettanto attesa: il contributo a fondo perduto a favore di PMI, lavoratori autonomi e titolari di reddito agrario che fatturano meno di 5 milioni all’anno e che nel mese di aprile 2020 abbiano un fatturato inferiore ai due terzi di quello dello stesso mese 2019. In pratica, deve esserci stata una riduzione superiore a un terzo di fatturato.

    Il contributo minimo per le imprese è pari a 2mila euro. La somma precisa dipende dal fatturato e il decreto stabilisce le modalità di calcolo. Per alcuni soggetti, tra cui coloro che hanno iniziato l’attività a partire dal primo gennaio 2019, il contributo spetta indipendentemente dalla riduzione di fatturato.

    Dunque, hanno diritto al contributo a fondo perduto le imprese o le Partite IVA che nel 2019 hanno avuto ricavi o compensi fino a 5 milioni di euro. Il requisito fondamentale è la riduzione del fatturato di aprile 2020 superiore ad un terzo (ammontare del fatturato e dei corrispettivi inferiore ai due terzi rispetto a quello di aprile 2019).

  • Contributi a fondo perduto per PMI 2/3: il calcolo del contributo

    Il contributo a fondo perduto previsto dal decreto Rilancio è esentasse perciò non concorre alla formazione del reddito o della base imponibile.

    Per conoscere la somma a cui si ha diritto bisogna calcolare la differenza di fatturato aprile 2020 rispetto ad aprile 2019. A questa cifra si applica poi una percentuale, che varia in base al volume dei ricavi o dei compensi dell’anno 2019:

    • 20% per chi nel 2019 ha ricavi o compensi fino a 400mila euro;
    • 15% per imprese e partite IVA con incassi 2019 fra 400mila e 1 milione di euro;
    • 10% per chi ha fatturato l’anno scorso fra 1 e 5 milioni di euro.

    Ci sono dei tetti minimi: il contributo non può essere inferiore ai mille euro per le persone fisiche e ai duemila euro per le imprese.

  • Contributi a fondo perduto per PMI 3/3: la domanda

    La domanda per il contributo a fondo perduto previsto dal decreto Rilancio a favore delle PMI e delle Partita IVA si presenterà all’Agenzia delle Entrate, anche tramite intermediario. Le modalità saranno indicate da apposito provvedimento della stessa Agenzia e dal momento in cui verrà avviata la procedura telematica ci saranno 60 giorni di tempo per presentare richiesta. Il Fisco versa la somma direttamente sul conto corrente bancario o postale del beneficiario, basandosi sui dati presenti nella domanda. Se successivamente rileva un’irregolarità, recupera le somme non dovute e applica sanzioni, che possono essere anche penali.

  • I servizi digitali SACE

    Con l’obiettivo di accelerare la tempistica di rilascio della liquidità, SACE ha attivato alcuni servizi digitali dedicati tanto alle aziende e alle banche erogatrici.

    Il portale https://www.sacesimest.it/garanziaitalia permette alle aziende di accedere a un percorso digitale che illustra i singoli passaggi necessari per ricevere la garanzia di SACE e la contro-garanzia dello Stato:

    • l’impresa richiede alla banca di sua fiducia un finanziamento con garanzia dello Stato;
    • il soggetto finanziatore verifica i criteri di eleggibilità, effettua istruttoria creditizia e, in caso di esito positivo, inserisce la richiesta di garanzia nel portale di SACE;
    • SACE processa la richiesta e, riscontrato l’esito positivo, le assegna un Codice Unico Identificativo (CUI) ed emette la garanzia, contro-garantita dallo Stato;
    • il soggetto finanziatore eroga al richiedente il finanziamento richiesto con la garanzia di SACE contro-garantita dallo Stato.

    Le imprese possono accedere alla sezione dedicata e ricevere le informazioni per richiedere un finanziamento con “Garanzia Italia” presso la banca di riferimento, disponibile per qualsiasi tipologia di impresa indipendentemente dalla dimensione, dal settore di attività e dalla forma giuridica.

    Ricordiamo il simulatore online https://www.sacesimest.it/coronavirus/garanzia-italia/simulatore-garanzia-italia utile per un’indicazione dell’importo finanziabile: inserendo alcuni parametri relativi al bilancio 2019 si ottiene una prima indicazione di quanta liquidità è possibile ottenere e di quale tipologia di garanzia prevista dal “Decreto Liquidità” è possibile fruire.

  • Imprese neo-costituite nel 2020: quali aiuti?

    I prestiti previsti dal decreto Liquidità valgono anche per le startup e per le aziende di nuova costituzione. In particolare le aziende neo-costituite posso richiedere i prestiti garantiti al 90% dal Fondo di garanzia, regolamentati dall’articolo 13 del dl 23/2020, per un importo corrispondente al doppio della spesa salariale annua prevista per i primi due anni di attività.

    Inoltre per i prestiti alle startup, il Fondo di garanzia ha previsto le seguenti semplificazioni: sono ammissibili operazioni sia per liquidità sia per investimento; non c’è l’obbligo di versare mezzi propri pari ad almeno il 25% dell’investimento, non è più necessario inviare al Fondo il business plan (allegati 7 e 7 bis) e il bilancio previsionale.

  • Polizze stipulate dal datore di lavoro a copertura del rischio di rischio di contrarre il Covid-19

    Tali polizze non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente ai sensi dell’articolo 51, comma 2, lettera f-quater), Tuir.

  • Detraibilità per le spese di acquisto di mascherine

    Le spese sono detraibili se costituiscono dispositivi medici. È necessario controllare che nello scontrino o fattura di acquisto sia riportato il codice AD “spese relative all’acquisto o affitto di dispositivi medici con marcatura CE.
    In mancanza, è necessario conservare la documentazione dalla quale risulti la marcatura CE per i dispositivi compresi nella “Banca dati dei dispositivi medici” pubblicato sul sito del Ministero della Salute, mentre per quelli non compresi nell’elenco dovrà essere conservata anche l’attestazione di conformità alla normativa europea.
    Il soggetto che vende il dispositivo medico può indicare sullo scontrino/fattura la dicitura prodotto con marcatura CE e, per i dispositivi diversi da quelli di uso comune, il numero della direttiva comunitaria di riferimento: in questo caso, il contribuente non deve conservare anche la documentazione comprovante la conformità alle direttive europee del dispositivo medico acquistato. Le spese sono detraibili anche se gli acquisti non sono effettuati in farmacia.

  • Accertamenti fiscali e procedimenti tributari

    L’Agenzia delle Entrate nella circolare 11/E del 6 maggio 2020 precisa che le sospensioni degli accertamenti fiscali previste dall’articolo 67 del Cura Italia, determina lo spostamento in avanti del decorso dei termini per la stessa durata della sospensione (84 giorni), anche se il termine di prescrizione o decadenza sospeso non scade entro il 2020. 

    La circolare spiega che, nell’ambito di procedimenti tributari in corso, «è possibile, nonché opportuno durante il periodo emergenziale, concludere accordi di conciliazione a distanza fuori udienza, di cui all’articolo 48 dlgs 546/1992, in considerazione della primaria esigenza di tutelare la salute dei dipendenti e dei cittadini, evitando contatti fisici e spostamenti».

  • Proroghe fiscali: circolare 11/2020 dell'Agenzia delle Entrate

    L’Agenzia delle entrate con una nuova circolare, 11/2020, risponde ad una serie di dubbi sulle scadenze fiscali, chiarendo alcuni aspetti delle norme contenute nel decreto Cura Italia 18/2020 e nel decreto Liquidità Imprese 23/2020.

    La proroga al 30 giugno degli adempimenti fiscali che scadono fra l’8 marzo e il 31 maggio 2020, prevista dall’articolo 62 del Cura Italia, riguarda tutti gli adempimenti tributari diversi da versamenti, ritenute alla fonte, e trattenute relative all’addizionale regionale e comunale IRPEF. Sono perciò sospesi anche i seguenti adempimenti:

    • presentazione della dichiarazione annuale IVA;
    • presentazione del modello TR (rimborso e compensazione del credito trimestrale);
    • comunicazione liquidazione periodica IVA (LIPE) del primo trimestre 2020;
    • esterometro del primo trimestre 2020;
    • modello INTRA 12 (dichiarazione mensile relativa agli acquisti di beni/servizi da enti non soggetti passivi d’imposta e da agricoltori esonerati.

    Il contribuente ha sempre la possibilità di effettuare comunque gli adempimenti nei termini originari. Si suggerisce di tenere in considerazione l’impatto che la proroga può avere su applicazione di agevolazioni, diritto a rimborsi, e sull’organizzazione delle attività amministrative in generale. Infatti, in assenza della dichiarazione IVA o del modello TR, gli uffici non potranno ed eseguire il rimborso IVA a credito, annuale o trimestrale, ed è precluso l’utilizzo in compensazione del credito IVA annuale in misura superiore a 5mila euro, o trimestrale.

  • Avvisi bonari. Cosa cambia in questo periodo?

    Si conferma che, anche in occasione della conversione in Legge del Decreto Cura Italia, le scadenze delle rate degli avvisi bonari continuano a non essere oggetto di alcuna sospensione. Perciò occorre rispettare i piani di pagamento previsti.

  • Conversione in legge del Decreto Cura Italia: abrogata proroga attività di proroga e controllo

    In occasione della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 29 aprile scorso, è stato convertito nella Legge 27/2020 il D.L. 18/2020 Decreto Cura Italia.

    Tra le novità, l’abrogazione della proroga dei termini di prescrizione e decadenza delle attività di controllo prevista all’art. 67. Infatti non opera più la proroga di 2 anni dei termini di prescrizione e decadenza relativi all’attività degli Uffici, in forza della quale i termini di accertamento per l’anno 2015 scadevano nel 2022.

  • Bando Impresa SIcura per rimborsi spese d'acquisto DPI: presentazione delle domande e le tre fasi

    La presentazione delle domande, in modalità telematica con prenotazione basata sull’ordine cronologico che si terrà l’11 maggio 2020 a partire dalle ore 9:00, avverrà in tre fasi.

    Fase 1 (prenotazione del rimborso): le imprese interessate possono inviare attraverso la pagina dedicata a “Impresa SIcura” al link https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/emergenza-coronavirus/impresa-sicura una prenotazione del rimborso. Tempistica: dalgiorno 11 maggio 2020 ed entro il giorno 18 maggio 2020.

    Al termine della procedura, l’impresa visualizzerà sia l’orario di arrivo della prenotazione sia il relativo codice identificativo. La prenotazione risulta regolarmente inoltrata solo qualora il codice fiscale dell’impresa e il codice fiscale del legale rappresentante/titolare della medesima siano correttamente indicati. Ciascuna impresa può presentare una sola prenotazione di rimborso.

    Fase 2 (pubblicazione dell’elenco cronologico delle prenotazioni del rimborso): avviene entro tre giorni dal termine finale per l’invio della prenotazione del rimborso. Nella pagina dedicata sarà pubblicato l’elenco di tutte le prenotazioni correttamente inoltrate dalle imprese nella fase 1, ordinate secondo il criterio cronologico definito sulla base dell’orario di arrivo della richiesta. Nell’elenco saranno riportati l’importo del contributo richiesto e l’esito della prenotazione, con due possibili casi: prenotazioni in posizione utile per l’ammissibilità a presentare domanda di rimborso e prenotazioni risultate non ammissibili. Per coloro la cui prenotazione è in posizione utile per l’ammissibilità si procede alla fase successiva.

    Fase 3 (compilazione e istruttoria della domanda di rimborso): le imprese ammesse potranno compilare la la domanda di rimborso attraverso la procedura nella pagina “Impresa SIcura” a partire dalle ore 10:00 del giorno 26 maggio 2020 ed entro le ore 17.00 del giorno 11 giugno 2020.

    Alla domanda deve essere allegata la documentazione di spesa, cioè le fatture relative agli acquisti di DPI e relative evidenze di pagamento. L’accesso alla procedura informatica è riservato al legale rappresentante/titolare dell’impresa proponente e prevede l’identificazione e l’autenticazione tramite la Carta nazionale dei servizi.

  • Bando Impresa SIcura: rimborsi al 100% per l’acquisto di mascherine e disinfettanti

    Invitalia ha pubblicato, il 30 aprile scorso, il bando “Impresa Sicura che attua quanto previsto dall’articolo 43, comma 1 del decreto Cura Italia 18/2020. Il decreto ha previsto che, “allo scopo di sostenere la continuità, in sicurezza, dei processi produttivi delle imprese, a seguito dell’emergenza sanitaria coronavirus, l’INAIL provvede entro il 30 aprile 2020 a trasferire ad Invitalia l’importo di 50 milioni di euro da erogare alle imprese per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale”.

    Per la presentazione delle domande di rimborso è prevista una prenotazione telematica basata sull’ordine cronologico che si terrà l’11 maggio 2020 a partire dalle ore 9:00.

    Chi può richiedere il rimborso? Tutte le imprese che hanno la sede principale o secondaria sul territorio nazionale.

    Il rimborso è concesso per il 100% delle spese ammissibili, nel limite di 500 Euro per addetto e fino a un importo massimo di 150mila Euro. L’impresa dovrà dichiarare il numero degli addetti cui si riferisce l’acquisto di DPI (dispositivi di protezione individuale).

    Quali spese sono ammissibili? Tutte quelle relative all’acquisto di DPI le cui caratteristiche tecniche rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. Perciò le spese per le mascherine filtranti, chirurgiche, FFP1, FFP2 e FFP3, per i guanti in lattice, in vinile e in nitrile, per i dispositivi per protezione oculare, per gli indumenti di protezione, per calzari e/o sovrascarpe, per le cuffie e/o copricapi, per i dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea per i detergenti e soluzionidisinfettanti/antisettici.

    Le spese devono essere sostenute nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e la data di invio della domanda di rimborso. Importante la data di emissione delle fatture oggetto della richiesta di rimborso, la piena tracciabilità del pagamento e la riconducibilità dello stesso alla fattura.

    Inoltre, le spese non devono essere oggetto di ulteriori forme di rimborso o remunerazione erogate in qualunque forma e a qualsiasi titolo.

  • Temporanea disapplicazione della postergazione dei finanziamenti soci

    L’art. 8 del decreto Liquidità disapplica le prescrizioni degli articoli 2467 e 2497-quinquies ai finanziamenti effettuati nel periodo 9 aprile 2020 – 31 dicembre 2020 da parte dei soci ovvero da parte di chi esercita attività di direzione e coordinamento a favore delle società.

    Obiettivo della norma è quella di incentivare i rafforzamenti finanziari delle società provenienti dai soci.

    Viene temporaneamente sospesa la sanzione indiretta prevista dagli articoli 2467 e 2497-quinquies: si permette ai soci/soggetti che esercitato attività di direzione e coordinamento di partecipare sullo stesso piano degli altri creditori sociali alla restituzione del proprio credito (finanziario).

    L’auspicio è che la norma sia utilizzata solo nelle ipotesi in cui la società non manifesti problemi di riduzione del capitale sociale, evitando valutazioni di opportunità da parte dei soci in un periodo particolarmente complicato.

  • Richiesta prestiti da Decreto Liquidità: se il bilancio 2019 non è depositato?

    Per i prestiti di importo rilevante la norma fa riferimento al fatturato 2019, mentre per i prestiti fino a 25mila euro è possibile presentare l’ultimo bilancio depositato, quindi anche il bilancio dell’esercizio 2018.

    Di conseguenza per i prestiti rilevanti pare necessario riferirsi al bilancio 2019. Qualora il bilancio non fosse ancora approvato né depositato, è opportuno domandare al proprio istituto di riferimento quali dati siano più utili per l’istruzione della pratica.

  • Richiesta prestiti da Decreto Liquidità: è possibile fare più richieste?

    La possibilità di richiedere un primo prestito da 25mila euro per esigenze di liquidità immediate e poi avviare un’altra pratica il 25% del fatturato pare percorribile. Occorrerà rispettare i limiti fissati da Decreto stesso: nel caso del Fondo di Garanzia, ogni impresa può arrivare ad un massimo di 5milioni di finanziamenti, come somma di tutte le operazioni richieste.

  • SACE: crediti deteriorati e procedure concorsuali

    PMI e autonomi possono accedere alla garanzia SACE (regolamentata dall’articolo 1 del DL Liquidità) solo dopo aver interamente esaurito quelli garantiti dal Fondo.

    Sono esclusi i soggetti con crediti in sofferenza e ci sono limiti più ristretti. In particolare, l’impresa:

    • non deve essere classificata come “in difficoltà” secondo la definizione comunitaria, alla data del 31 dicembre 2019;
    • non deve avere nei confronti del settore bancario esposizioni deteriorate alla data del 29 febbraio 2020, sempre secondo la definizione della normativa europea.

    Le date indicate confermano l’ammissione ai finanziamenti per le imprese che hanno avuto difficoltà in seguito all’emergenza Coronavirus.

  • Fondo PMI: crediti deteriorati e procedure concorsuali

    I prestiti garantiti dal Fondo PMI sono quelli previsti dall’articolo 13 del dl 23/2020 e riguardano le PMI.

    E’ prevista una valutazione del rischio semplificata (la probabilità di inadempimento è calcolata esclusivamente sulla base dei dati contenuti nel modulo economico-finanziario) e maglie più larghe per le imprese che hanno crediti in sofferenza.

    Per quanto riguarda in crediti deteriorati (non rimborsati, considerati non rimborsabili o difficili da restituire, con ripercussioni sul merito di credito), sono ammesse le imprese che hanno nei confronti della banca esposizioni (debiti), considerati come «inadempienze probabili» (si ritiene improbabile il rimborso senza ricorrere ad azioni esecutive) o «scadute o sconfinanti deteriorate» ( scadute o prestiti non rimborsati dopo 90 giorni dalla scadenza). Tale classificazione non deve essere precedente al 31 gennaio 2020.

    I  crediti classificati come sofferenze vere e proprie impediscono l’accesso alla garanzia del Fondo (situazioni riconducibili all’insolvenza).

    Per le procedure concorsuali, sono incluse le imprese che, dopo il 31 dicembre 2019:

    • sono state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale (articolo 186-bis del regio decreto 267/1942);
    • hanno stipulato accordi di ristrutturazione (articolo 182-bis del decreto di cui sopra);
    • hanno presentato un piano di ristrutturazione attestato (articolo 67 del decreto).

    Queste imprese sono ammesse a condizione che le loro esposizioni non siano più in una situazione che ne determinerebbe la classificazione come esposizioni deteriorate, non presentino importi in arretrato successivi all’applicazione delle misure di concessione e la banca, sulla base dell’analisi della situazione finanziaria del debitore, possa ragionevolmente presumere che vi sarà il rimborso integrale alla scadenza.

  • Prestiti garantiti dal Fondo PMI: parametri

    Fermo restando il tetto massimo dei 5 milioni di euro, i prestiti con garanzia del Fondo (sommando tutti quelli richiesti da una singola impresa, anche precedentemente a Covid-19), non possono superare uno dei seguenti parametri:

    • il doppio della spesa salariale annua del soggetto beneficiario finale, compresi gli oneri sociali e il costo del personale che lavora nel sito dell’impresa ma che figura formalmente nel libro paga dei subcontraenti per il 2019 o per l’ultimo anno disponibile;
    • il 25% del fatturato 2019.

    I limiti di importo sopra descritti possono essere superati se il soggetto beneficiario finale dichiara, mediante apposita autocertificazione resa dal beneficiario ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445 (contenuta nell’Allegato 4), che:

    • l’operazione finanziaria rientra in un piano di copertura del fabbisogno per costi del capitale di esercizio e per costi di investimento nei successivi 18 mesi nel caso di PMI, e nei successivi 12 mesi nel caso di imprese con numero di dipendenti non superiore a 499;

    i limiti di importo di cui sopra non costituiscono un’adeguata misura del fabbisogno di liquidità in quanto, a titolo esemplificativo e non esaustivo, il soggetto beneficiario finale è una start up o ha sostenuto maggiori costi a causa dell’epidemia di COVID-19 o ha necessità di riavviare la propria attività a seguito della sospensione delle attività di produzione industriale e commerciale stabilite dal DPCM del 22 marzo 2020

  • Prestiti garantiti dal Fondo PMI: costi prestiti e finalità

    Per le tipologie di finanziamento previste dall’articolo 13 del DL 23/2020, sono previsti diversi costi.

    La garanzia del fondo è gratuita, mentre il costo del finanziamento dipende dall’entità dello stesso e dalle dimensioni dell’impresa, come da tabella:

    Le modalità operative sono specificate nella circolare 11/2020 del Mediocredito centrale, che tra le altre, ricorda le seguenti regole:

    la finalità dell’operazione finanziaria è liquidità o investimento;

    la durata dell’operazione finanziaria non è superiore a 72 mesi (sei anni);

    il preammortamento è fissato per legge a minimo due anni.

  • Prestiti garantiti dal Fondo PMI: attive tutte le procedure

    Dal 27 aprile sono attive tutte le procedure per completare la domanda di prestiti coperti dal Fondo di garanzia PMI, come previsto dal decreto Liquidità Imprese.

    Banche e intermediari finanziari possono dunque inoltrare al Fondo la richiesta di garanzia al 90% sui prestiti fino a 5 milioni di euro ma anche con tutte le altre formule previste dall’articolo 13 del dl 23/2020.

    Oltre ai prestiti a 25mila euro garantiti al 100%, sono attive anche le altre tipologie di finanziamento:

    • copertura al 90% per la garanzia diretta richiesta dalle banche,
    • copertura al 100% per la riassicurazione rilasciata sulle garanzie prestate dai confidi a condizione che non superino il 90% del finanziamento,
    • copertura del 100% su finanziamenti fino a 800mila euro grazie all’intervento di Confidi e altri fondi di garanzia tramite la concessione di garanzie su risorse proprie.

  • Versamenti contributi sospesi fino a giugno: specifica sul calo di fatturato

    La sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali in scadenza ad aprile e maggio – prevista dal dl 23/2020 – si applica verificando il calo di fatturato separatamente per i mesi di marzo e aprile. Il messaggio INPS 1754/2020 contiene le regole applicative delle norme previste dall’articolo 18 del decreto Liquidità imprese.

    Ricordiamo che lo slittamento al 30 giugno (in un’unica soluzione oppure in un massimo di cinque rate) è previsto per i contributi di imprese e Partite IVA con fatturato o compensi fino a 50 milioni di euro ed un calo di fatturato pari almeno al 33% in marzo e aprile.

    Ebbene, l’INPS specifica che la riduzione del fatturato rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta deve essere verificata distintamente per il mese di marzo e per il mese di aprile. E’ quindi possibile applicare la sospensione dei versamenti contributivi anche per un solo mese.

    La legge prevede il beneficio contributivo anche per imprese e autonomi costituiti dopo il 31 marzo 2019, in questo caso non è richiesta la diminuzione di fatturato.

  • Fondo di Garanzia per PMI: moduli aggiornati

    Sul sito del Fondo di Garanzia per le PMI è disponibile la modulistica aggiornata, utile per richiedere le seguenti coperture:

    – pari al 90% dei finanziamenti eventualmente erogati da banche e intermediari finanziari per importi garantiti fino a 5 milioni di euro;

    – pari al 90%, a cui si può aggiungere una garanzia del confidi pari al 10%, dei finanziamenti eventualmente erogati da banche e intermediari finanziari per imprese con fatturato fino a 3,2 milioni di euro (per finanziamenti non superiori al 25% dei ricavi dell’impresa).

    Le banche e gli altri intermediari finanziari devono acquisire il modulo compilato dalla stessa impresa per poter presentare la domanda di garanzia al Fondo, dopo aver verificato la possibilità di concedere un finanziamento all’impresa. Accedi al sito

  • La Centrale Rischi di Banca d'Italia: le moratorie del DL Cura Italia saranno segnalate?

    Secondo quanto indicato dalla Banca d’Italia, non verranno segnalati ritardi nei pagamenti per coloro che beneficiano della moratoria, in quanto le rate sono sospese. Inoltre, il cliente non potrà essere segnalato a sofferenza dal momento in cui la moratoria gli è stata concessa.

    Di conseguenza:

    • non c’è diritto alla cancellazione per eventuali posizioni a sofferenza iscritte antecedentemente alla moratoria;

    la richiesta di una moratoria non qualifica in alcun modo il richiedente come un “cattivo pagatore”.

  • Prestiti PMI fino a 25mila Euro: chiarimento ABI

    La circolare ABI del 24 aprile 2020 fornisce alcuni chiarimenti sull’utilizzo del prestito da 25mila Euro come da DL 23/2020.

    La circolare conferma che l’inizio del rimborso del finanziamento fino a 25mila Euro non deve avvenire prima di 24 mesi dall’erogazione e non può essere utilizzato per compensare alcun prestito preesistente, sia nella forma di scoperto sia in altra forma di prestito. La compensazione determinerebbe un avvio del rimborso del capitale prima dei 24 mesi, facendo decadere la garanzia.

  • Prestiti PMI, come controllare lo stato delle operazioni presso il Fondo di Garanzia

    Imprese e professionisti possono consultare lo stato della lavorazione della richiesta presentata e, in generale, di tutte le proprie pratiche accedendo direttamente alla sezione dedicata del portale del Fondo di Garanzia (www.fondidigaranzia.it). Le credenziali di accesso sono rilasciate dallo stesso Fondo alla prima richiesta di finanziamento: perciò saranno rilasciate in questa occasione oppure potreste già averle se ci sono state richieste in passato.

    Sul portale del Fondo centrale di garanzia PMI è pubblicata una guida per le imprese https://bit.ly/3eE5ig5 che specifica tutte le operazioni che si possono fare online per verificare lo stato delle proprie pratiche.

    Utilizzando le proprie credenziali per l’accesso, PMI e autonomi accedono al portale del Fondo di Garanzia e possono consultare lo stato delle proprie operazioni (non ancora deliberate, approvate e ancora in essere, scadute), seguire l’iter di approvazione, consultare delibere, verificare il plafond complessivo utilizzato e gli importi de minimis sviluppati dalle garanzie approvate, trasmettere documentazione.

  • Sanificazione luoghi di lavoro: credito d'imposta

    Per quanto riguarda il credito d’imposta pari al 50% dei costi di sanificazione sostenuti da parte delle imprese, alla data della pubblicazione siamo in attesa dell’emissione del decreto attuativo.

  • Le procedure per la garanzia SACE

    Ricordiamo che le richieste di finanziamento devono essere presentate direttamente ai soggetti finanziatori, i quali faranno la richiesta di garanzia a SACE. Le banche dovranno effettuare comunque un’istruttoria.

    La garanzia SACE sarà rilasciata secondo due procedure distinte:

    1. procedura semplificata: imprese con fatturato individuale inferiore a 1,5 miliardi di euro, numero di dipendenti in Italia inferiore a 5.000, finanziamenti di importo inferiore a 375 milioni di euro;
    2. procedura ordinaria: imprese con fatturato individuale superiore o uguale a 1,5 miliardi di euro o con numero di dipendenti in Italia superiore o uguale a 5.000, per finanziamenti di importo superiore o uguale a 375 milioni di euro.

    Sace S.p.A. ha predisposto un apposito portale www.sacesimest.it/garanziaitalia attraverso il quale le banche potranno presentare le domande di garanzia e ottenere le relative risposte di ammissione in tempi brevi.

    Secondo quanto indicato nel disciplinare SACE-ABI, per la procedura semplificata il rilascio della garanzia avverrà entro le 48 ore dalla richiesta da parte delle banche.

     

  • Prestiti con garanzia SACE: il simulatore.

    Un simulatore sul sito di Sace Simest al link https://www.sacesimest.it/coronavirus/garanzia-italia/simulatore-garanzia-italia.

    Inserendo alcuni parametri economici e finanziari dell’azienda relativi al bilancio 2019, si otterrà una prima indicazione del valore massimo del finanziamento richiedibile presso gli istituti di credito con garanzia dello Stato. L’importo sarà garantito gratuitamente dal Fondo Centrale di Garanzia per le PMI.

    I dati richiesti dal simulatore sono:

    – l’importo del fatturato (in €);

    – l’importo del fatturato in Italia (in €);

    – il numero dei dipendenti;

    – il numero dei dipendenti in Italia;

    – il costo del personale sostenuto (in €);

    – il costo del personale sostenuto in Italia (in €).

    Dovrà inoltre essere specificato se:

    – l’azienda è una “PMI” secondo i criteri definiti dalla Raccomandazione n.2003/361/CE;

    – l’azienda è parte di un gruppo industriale.

  • Valutazione di merito creditizio necessaria per i prestiti da 25mila Euro a favore delle PMI

    La valutazione del merito creditizio non è necessaria per avere la garanzia del Fondo, lo prevede esplicitamente la legge. La banca può comunque richiedere il merito di credito o effettuare altre valutazioni che ritenga utili: gli istituti di credito restano liberi di concedere, o di non concedere, i prestiti in base a loro decisioni interne.

    La legge prevede che gli istituti di credito abbiano a disposizione questo strumento, ovvero la possibilità di concedere prestiti fino a 25mila euro coperti al 100% dal Fondo di Garanzia PMI. La garanzia è concessa dal Fondo senza valutazione del merito di credito.

    Ciò che non si può fare, per i finanziamenti regolamentati dall’art. 13, c. 1, lettera m, del Decreto Liquidità Imprese (dl 23/2020), è far pagare la garanzia (per legge gratuita) o applicare interessi superiori a quelli previsti dalla stessa norma (tasso massimo intorno al 2%).

  • Regole pratiche per i prestiti da 25mila Euro a favore delle PMI: domande e risposte.

    • E’possibile fare la richiesta a diverse banche? Sì, a patto che il totale erogato dai diversi istituti non superi il limite imposto dal Dl Liquidità Imprese: il 25% del fatturato o 25mila Euro.
    • Quali sono le modalità di erogazione? I prestiti sono semi-automatici, garantiti al 100% dal Fondo di Garanzia, con tempi di erogazione immediati.
    • Quali sono le condizioni dei prestiti da 25mila Euro? Sono riservati a PMI e Partite Iva, hanno durata pari a sei anni, con rimborso non prima di 24 mesi, la garanzia è gratuita, i tassi sul finanziamento sono sotto il 2%.
    • A chi deve rivolgere la domanda la PMI? Alla propria banca, inviando il modulo predisposto dallo stesso istituto di credito e, per la garanzia, quello pubblicato sul portale del fondo di garanzia PMI e sul sito del Ministero dello Sviluppo economico (https://bit.ly/2VHu1rg). L’istituto di credito trasmetterà la domanda al Fondo di Garanzia e concederà il prestito.
    • La banca dovrà effettuare un’istruttoria per concedere il finanziamento? La legge prevede che l’intervento del Fondo centrale di garanzia per le PMI sia «concesso automaticamente, gratuitamente e senza valutazione», e che la banca, subordinatamente alla sola verifica formale del possesso dei requisiti, possa concedere il finanziamento senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del gestore del Fondo medesimo. Di conseguenza i tempi sono velocissimi.

  • E’ possibile avere una lista aggiornata dei codici ATECO autorizzati ad operare?

    In allegato trovate una lista delle attività consentite e non consentite aggiornata al 10/04/2020.

  • Sanificazione luoghi di lavoro

    Secondo la circolare 9/E del 13 aprile 2020 dell’Agenzia delle Entrate, si estende il beneficio del credito d’imposta per la sanificazione rispetto a quanto stabilito con il Decreto 18/2020 Cura Italia.

    In particolare, oltre alle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, si includono le spese sostenute nel 2020 per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (quali, ad esempio, mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari), ovvero per l’acquisto e l’installazione di altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale (quali, ad esempio, barriere e pannelli protettivi). Sono, inoltre, compresi i detergenti mani e i disinfettanti.

  • Aiuti di Stato per le start up: un problema nella definizione della norma

    L’agevolazione prevista per gli investimenti in equity non si applica, in base all’articolo 2, comma 3, lettera a) del Dm 7 maggio 2019, nel caso di investimenti in startup o Pmi innovative, che si qualifichino come «imprese in difficoltà» (definizione della comunicazione della Commissione europea 2014/C 249/01), ovvero, nel caso di società a responsabilità limitata, quando la deduzione delle perdite cumulate dalle riserve dà luogo a un importo cumulativo negativo superiore alla metà del capitale sociale sottoscritto.

    Secondo la prassi contabile nazionale il termine «capitale proprio» comprende il capitale sociale, gli altri fondi di capitale, gli utili non distribuiti, nonché, eventualmente, le rinunce dei soci ai crediti. L’espressione dovrebbe pertanto includere le voci da II a VII della lettera A dello Stato patrimoniale passivo del bilancio.

    Non appare chiaro invece il motivo per il quale il valore delle perdite cumulate, se negativo, debba essere confrontato solo rispetto al valore del «capitale sociale sottoscritto», comprensivo di eventuali premi di emissione, e non rispetto al «capitale proprio» nel suo complesso, soprattutto in considerazione del fatto che in molti casi l’indicatore «capitale sociale sottoscritto» non riflette la reale capacità finanziaria di un’impresa. Sembrerebbe che i valori da prendere a riferimento debbano essere quelli dell’ultimo bilancio approvato, nonostante il diverso avviso delle Entrate (circolare 41/E/2001) che ha ritenuto possibile ripianare la perdita con un versamento a fondo perduto da parte dei soci.

  • Decreto liquidità: Garanzia SACE

    Il Decreto Legge recante “Misure urgenti in materia di accesso al credito e rinvio di adempimenti per le imprese, nonché di poteri speciali nei settori di rilevanza strategica e di giustizia” contiene misure per sostenere la liquidità delle imprese italiane danneggiate dall’emergenza e per rafforzarne le attività di esportazione e internazionalizzazione.

    Si prevede la concessione di una garanzia SACE sui finanziamenti bancari alle imprese di grandi dimensioni e anche di PMI, inclusi lavoratori autonomi e liberi professionisti, se avessero esaurito la propria capacità di accesso al Fondo di Garanzia per le PMI. L’impegno finanziario di SACE ha un limite pari a 200 miliardi di euro, di cui 30 destinati alle PMI.

    La garanzia può essere rilasciata fino al 31 dicembre 2020:
    – i finanziamenti garantiti devono avere durata non superiore a 6 anni, con possibilità di avere fino a 24 mesi di pre-ammortamento;
    – l’impresa beneficiaria non rientrava nella categoria delle imprese in difficoltà e non aveva esposizioni deteriorate nei confronti della banca finanziatrice a febbraio 2020;
    – l’importo del finanziamento garantito non è superiore al maggiore tra il 25% del fatturato annuo dell’impresa del 2019 e il doppio dei costi del personale dell’impresa relativi al 2019.
    La copertura prevista sarà:
    – pari al 90% dei finanziamenti destinati a imprese con meno di 5 mila dipendenti in Italia e fatturato non superiore a 1,5 miliardi;
    – pari all’80% dei finanziamenti destinati a imprese con più di 5 mila dipendenti in Italia e fatturato compresso tra 1,5 e 5 miliardi (su base consolidata);
    – pari al 70% per imprese con fatturato superiore a 5 miliardi (su base consolidata).

  • In cosa consiste la moratoria banche previsto nel Decreto Legge 18/2020?

    L’art. 56 del DL 18/2020 ha previsto la possibilità di richiedere la moratoria dei rientri bancari fino al 30 settembre 2020 per le micro, piccole e medie imprese. Possono accedere le imprese con: sede in Italia, fino a 250 lavoratori, Attivo Patrimoniale inferiore a 50 milioni di Euro e fatturato inferiore ai 43 milioni di Euro. Perciò la maggior parte delle imprese italiane.

    La moratoria riguarda linee di credito, prestiti, finanziamenti a breve e medio lungo termine, tra cui mutui e leasing.

    Le imprese devono essere in bonis; la moratoria ha l’obiettivo di tutelare posizioni che si potrebbero deteriorare a causa del rallentamento o del fermo delle attività dovuti alla pandemia. Quindi che subiscono una temporanea carenza di liquidità dovuta alla diminuzione degli incassi e dei ricavi.

  • Come accedere alla moratoria: l’autocertificazione

    Per avvalersi della moratoria sui prestiti bancari, occorre preparare un’autocertificazione ai sensi e per gli effetti dell’art. 47 del DPR 445/2000 e inviarla alle banche o intermediari finanziari. Trovate un facsimile in allegato.

    I motivi per cui richiedere la moratoria è “la temporanea carenza di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19”. Quindi, ad esempio, calo di fatturato, calo degli ordini, carenza di liquidità.

    Per effetto della disposizione di legge, le banche e gli altri intermediari finanziari sono privati della possibilità di valutare autonomamente la situazione economico-finanziaria del debitore.

  • In cosa consiste il rinvio dell’Approvazione del bilancio 2019?

    Il Decreto Legge 18/2020 ha reso possibile il rinvio per l’approvazione del bilancio 2019.

    E’ stato differito automaticamente il termine per la convocazione dell’Assemblea per l’approvazione dei bilancio 2019 a 180 giorni. Il differimento è una facoltà e non un obbligo: chi volesse può approvare i bilanci entro i termini ordinari, entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

    Per il rinvio non è necessario convocare un Consiglio di Amministrazione per concordare la proroga ai 180 giorni entro il 30 marzo poiché la proroga è legge. Le nuove date diventano: entro il 29 maggio 2020 Consiglio di Amministrazione per approvazione del progetto di bilancio e entro il 28 giugno 2020 Assemblea dei Soci in prima convocazione.

  • Assemblea dei Soci per approvazione bilancio 2019

    Oltre al rinvio del termine di approvazione dei bilanci 2019, ci sono novità riguardanti la modalità con cui tenere le Assemblee dei Soci per tutte le società di capitali

    Si potrà prevedere che le riunioni si svolgano, anche esclusivamente, mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l’identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione e l’esercizio del diritto di voto, senza, in ogni caso, la necessità che si trovino nel medesimo luogo, ove previsti, il presidente, il segretario o il notaio.

    Ciò al fine di limitare i contatti, riducendo in tal modo il rischio di contagio da COVID-19.

  • Sospensione dei versamenti: limite 2 milioni di Euro

    Il DL 18/2020 Cura Italia ha previsto la sospensione dei versamenti per alcuni tributi e contributi scadenti tra l’8 e il 31 marzo 2020: Iva, ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e relative addizionali, contributi assicurativi e premi Inail. I beneficiari sono esercenti attività d’impresa arte o professione con sede legale o operativa in Italia e con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di Euro.

    L’importo di 2 milioni di Euro quale “valore dei ricavi o fatturato” escluderebbe le plusvalenze e sopravvenienze attive, i contributi in conto esercizio.

    Perciò l’importo includerebbe i ricavi caratteristici come da lettera A- 1) Ricavi delle Vendite e delle Prestazioni e le residue voci della lettera A – 5) Altri ricavi e proventi che riguardano l’attività tipica di impresa.

  • Impossibilità sopravvenuta (forza maggiore) ed eccessiva onerosità nei rapporti commerciali in tempi di Coronavirus.

    Lo stato di pandemia sta stravolgendo i normali rapporti commerciali e per molte aziende diviene impossibile o non tempestivo (o eccessivamente oneroso) il rispetto delle obbligazioni assunte nei confronti dei partner commerciali.

    Vista la delicata materia e le criticità in essa contenuta, vi consigliamo, prima di inviare comunicazioni ai vostri partner, di confrontarvi con i legali di fiducia o con l’associazione di categoria.

  • Come dobbiamo riflettere nel bilancio 2019 gli effetti economico-finanziari attesi in conseguenza della pandemia COVID 19?

    La pandemia COVID-19 si è diffusa in Italia alla fine del mese di febbraio 2020. Si tratta di un evento “eccezionale” e non prevedibile al 31 dicembre 2019, assimilabile alle catastrofi naturali.

    Di conseguenza, in ottemperanza ai principi contabili nazionali e internazionali, si richiede alle imprese che chiudono il bilancio il 31 dicembre 2019 di fornire opportuna informativa nella Relazione sulla Gestione e nella Nota Integrativa.

    In particolare, nell’area riservata alla “Prevedibile evoluzione della gestione” dovrà essere data ampia e completa informativa circa gli impatti attesi sull’evoluzione economico-finanziaria della società e prime evidenze dell’andamento dei dati nei primi mesi del 2020.

  • Sono cambiati i codici ATECO delle imprese che possono proseguire le attività rispetto al primo DPCM del 22 marzo scorso?

    E’ stato approvato il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 25 marzo 2020 che modifica e sostituisce l’elenco delle attività ritenute essenziali e che, conseguentemente, il DPCM 22 marzo 2020 aveva escluso dalla sospensione.

    Viste le modifiche, raccomandiamo alle imprese che abbiano già comunicato al Prefetto la necessità di proseguire l’attività, in quanto funzionale ad altre aziende o amministrazioni facenti parte di una filiera ritenuta essenziale (lett. d), di verificare con attenzione se i codici ATECO di tali aziende ed enti siano ancora compresi nell’elenco allegato al nuovo decreto.

    Il provvedimento entra in vigore il 26 marzo 2020; tuttavia, le imprese le cui attività sono sospese per effetto di esso hanno tempo sino a tutto il 28 marzo per completare le attività necessarie alla sospensione, compresa la spedizione della merce in giacenza.

  • Quali sono i bandi a livello nazionale che sono stati resi operativi?

    Bando Incentivi Cura Italia per aziende che fanno investimenti per produrre dispositivi di protezione individuale DPI (ampliamento capacità produttiva, o riconversione di quella esistente); investimento min. 200.000, è previsto un finanziamento a tasso 0 che può trasformarsi in contributo, a secondo della velocità di realizzazione dell’intervento, aperture domande, dal 26.03.2020

    Credito d’imposta botteghe e negozi, credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione del mese di marzo 2020 per negozi che sono stati costretti a sospendere la loro attività a causa del Covid19linea operativa

    Credito d’imposta pubblicità 2020, credito d’imposta pari al 30% degli investimenti pubblicitari 2020 in carta stampata (quotidiani, periodici nazionali e locali, anche online), TV, Radio, localiapertura domande: 1-30 settembre 2020

     

  • INPS – Chiarimenti su CIGO, CIGD e Assegno Ordinario erogato dal FIS

    L’INPS illustra le misure a sostegno del reddito previste dal DL Cura Italia, relativamente alle ipotesi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID19, nonché sulla gestione dell’iter concessorio relativo alle medesime misure previste dagli articoli 19, 20, 21 e 22 del decreto.  In allegato la circolare INPS N. 47.

    Documenti allegati:
    Circolare INPS N. 47.
  • Rinvio approvazione bilancio 2019 per S.r.l.: altre conseguenze

    Le società a responsabilità limitata che, con l’approvazione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2019, hanno l’obbligo di nomina del revisore legale (a seguito del superamento dei parametri ex articolo 2477 cod. civ.), fruiranno di maggior tempo per la nomina del revisore stesso per effetto dell’articolo 106 del D.L. 18/2020 che modifica i termini per l’approvazione del bilancio dell’esercizio 2019 alla luce dell’emergenza sanitaria Covid-19.

    Ricordiamo che i parametri ex art. 2477 c.c. sono il superamento per due esercizi consecutivi:

    1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro;

    2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro;

    3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 20 unità.

  • Approvazione bilancio 2019: Consiglio di Amministrazione

    Al fine di limitare i contatti, riducendo il rischio di contagio da COVID-19, si ritiene che la deroga alla presenza nello stesso luogo si applichi anche alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e alla partecipazione dell’Organo di Controllo.

    L’espressione del voto potrà avvenire mediante consultazione scritta o per consenso espresso per iscritto.

    Per la modalità di tenuta dell’Assemblea dei Soci, rinviamo alla FAQ già pubblicata.

  • Agevolazioni regionali Emilia-Romagna alle PMI: rimborso TAEG su finanziamenti bancari a tre anni fino a 150 mila euro con garanzia Confidi dell'80%

    I Consorzi di garanzia collettiva fidi – Confidi – prevedono di ricevere a breve l’assegnazione di parte del Fondo regionale per contributi in c/interessi su finanziamenti alle PMI con unità operativa o sede legale in Emilia-Romagna in seguito all’emergenza liquidità da pandemia e accettano da subito manifestazioni di interesse.

    I beneficiari sono le PMI dotate di una delibera di concessione del credito bancario supportata da una delibera di concessione della garanzia Confidi sull’80% del finanziamento bancario con data successiva al 23 marzo 2020. Il finanziamento bancario su cui è concessa l’agevolazione ha durata massima di 36 mesi con al massimo 12 mesi di preammortamento e importo massimo di 150 mila euro.
    L’ agevolazione consiste in un rimborso del TAEG fino al 5,5% con un massimo di 15 mila euro,in regime de minimis.

    In sintesi: un finanziamento bancario a tasso zero con garanzia all’80% dell’importo, senza necessità di rendicontazione delle spese.

  • Partite Iva e microimprese, fino a 25mila euro prestiti automatici

    In base al pacchetto di liquidità da offrire alle imprese, il Governo ha deliberato una misura a favore delle Partita Iva e delle microimprese. Queste ultime potranno avere tempi più rapidi e procedura automatica per prestiti fino a 25 mila euro, comunque non oltre il 25% del fatturato del beneficiario dell’ultimo bilancio (con restituzione fino a 6 anni e inizio del rimborso non prima di 18-24 mesi). La procedura automatica non prevede valutazioni da parte della banca.

  • Sospensione versamenti di Iva Ritenute e Contributi di aprile e maggio: i limiti previsti.

    Il D.L. Imprese del 6 aprile 2020, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha previsto la sospensione dei  versamenti di Iva, Ritenute e Contributi in scadenza nei mesi di aprile e di maggio. La sospensione è subordinata alla riduzione dei ricavi 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

    Il blocco dei versamenti è permesso a condizione che:

    – i ricavi siano diminuiti di almeno il 33%, per chi ha avuto nel 2019 ricavi inferiori a 50 milioni di Euro;

    – i ricavi siano diminuiti di almeno il 50%, per chi ha avuto nel 2019 ricavi superiori a 50 milioni di Euro.

    Perciò occorre verificare:

    – per i versamenti in scadenza il 16 aprile: i ricavi di marzo 2019 a confronto con i ricavi di marzo 2020;

    – per i versamenti in scadenza il 16 maggio: i ricavi di aprile 2019 a confronto con i ricavi di aprile 2020.

    Se si rientra nei casi di sospensione, gli stessi dovranno essere effettuati in unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal 30 giugno.

  • Decreto liquidità: Fondo di Garanzia per le PMI

    Il Decreto Legge recante “Misure urgenti in materia di accesso al credito e rinvio di adempimenti per le imprese, nonché di poteri speciali nei settori di rilevanza strategica e di giustizia” contiene misure per sostenere la liquidità delle imprese italiane danneggiate dall’emergenza e per rafforzarne le attività di esportazione e internazionalizzazione.

    Si rafforza l’intervento del Fondo di garanzia per le PMI.  

    E’ previsto che fino al 31 dicembre 2020 la garanzia del Fondo sia concessa a titolo gratuito (i) fino a 5 milioni di importo massimo garantito e (ii) a imprese con numero di dipendenti non superiore a 499.  Le percentuali di copertura sono diverse:
    • 100% senza valutazione da parte del Fondo per nuovi finanziamenti fino a 25 mila di Euro concessi a PMI e persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni;
    •  90% per tutte le altre operazioni (escluse quelle sotto riportate), senza utilizzo del modello di valutazione del Fondo. Per i nuovi finanziamenti concessi a imprese con fatturato fino a 3,2 milioni di Euro e di importo fino al 25% del fatturato si può arrivare al 100% con la copertura dei confidi. Restano escluse le imprese che presentano esposizioni classificate come “sofferenze”;
    •  80% di copertura per i finanziamenti a fronte di operazioni di rinegoziazione del debito del soggetto beneficiario, purché il nuovo finanziamento preveda l’erogazione al medesimo soggetto beneficiario di credito aggiuntivo in misura pari ad almeno il 10% dell’importo del debito accordato in essere